06 11 07

La storia del dj

Posted in About him/her/it a 2:09 pm di pdptlp

Dato che non trovo una biografia di uno specifico gruppo, ho pensato di mettere qualcosa riguardante TUTTI i dj 😉

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Il Disc Jockey (o DJ) è una figura professionale del mondo della musica.

Attività del DJ
Il DJ è colui che mixa i brani musicali: in pratica deve unire più tracce (su vinile, cd o qualsiasi altro supporto messo a disposizione dalla tecnologia) in sequenza in modo da ottenere un unico flusso musicale che risulti piacevole per l’ascoltatore. Altro compito fondamentale del DJ è quello di “selezionare” i dischi da mixare, cioè saper scegliere in quel determinato momento e quella determinata occasione, quale sia il brano più adatto per il pubblico, ma che rientri anche nello stile e nei gusti musicali del DJ stesso.

DJing
Il DJing (ovvero l’esercitare l’attività del DJ) è considerata da molti una vera e propria arte che richiede esperienza e talento, così come per qualsiasi altro musicista. Oggi il DJ è considerato spesso come una star del mondo della musica, con elevatissimi guadagni, tournée e serate in tutto il mondo, e una serie di attività imprenditoriali connesse al DJing come l’apertura di case discografiche, studi di registrazione, discoteche, emittenti radiofoniche, ecc…

Il DJ
La nascita della figura del DJ viene fatta coincidere da alcuni addirittura con i primi esperimenti radiofonici, dove i pionieri della trasmissione via radio collegavano dei grammofoni a trasmettitori suonando alcuni dischi.
Il vero inizio dell’attività del DJ, comunque, avvenne con l’apertura delle prime discoteche, cioè in Francia sotto la dominazione nazista. Il regime non vedeva, infatti, di buon occhio la diffusione di opere discografiche del nemico americano, quindi era proibito suonare dischi d’oltreoceano.Fu così che nacquero le primissime discoteques dove vennero messi dischi jazz e blues provenienti dal nuovo continente.

Compito del Dj
Naturalmente ci voleva qualcuno addetto a selezionare tali dischi, quel qualcuno diventerà presto il “DJ”, con l’uscita allo scoperto della discoteca e l’esportazione in America negli sessanta. Lì fu coniato il termine, che significa letteralmente “fantino dei dischi”. Il suo compito era quello di mettere uno dopo l’altro i dischi (acquistati dal locale) ed effettuare avvisi col microfono e la sua paga era uguale se non inferiore a quella di un barista.

Un minimo di prestigio
Successivamente arrivò saturday night fever, e la disco music, e, insieme alla discoteca, anche il DJ acquisì sempre più prestigio, diventando, con la scelta dei dischi, il responsabile della buona riuscita di un evento e della buona fama di un locale. Arrivarono, così, i tempi del Loft e la discoteca divenne luogo di amore per la musica dove la gente entra per lasciarsi trasportare dalle atmosfere create dal DJ. E arrivano le prime star di cui il primo fu di sicuro Dave Mancuso, che ispirò un’intera generazione di frequentatori del suo Loft, forgiando così grandi DJ come Frankie Knuckles, Larry Levan, Nicky Siano, Francois Kevorkian e Larry Heard.

House Music
Costoro furono gli inventori del movimento house music che dette il la a tutto un immenso filone di musica elettronica, prodotta dal DJ stesso che assunse il ruolo di sperimentatore sonoro nonché funambolo del mixaggio, con la nascita del mixaggio “in battuta”, che consiste nel far combaciare perfettamente la velocità (espressa in BPM, beats per minute= battiti al minuto) dei due dischi, per creare quel filo musicale di cui si era parlato all’inizio.

Carl Cox
Poi arrivò Carl Cox che fu il primo ad usare in una serata ben tre piatti, di cui due per mixare e uno per creare effetti, o inserire nella selezione delle versioni “a cappella” di canzoni per creare dei veri e propri remix dal vivo. Intanto nei ghetti neri nasceva un’altra interpretazione dell’arte del DJing: il turntablism, promosso da DJ premiere e soci, che vedranno sviluppata questa complessa arte fino a far diventare il giradischi un autentico strumento musicale, capace di produrre dei suoni e delle melodie muovendo manualmente il disco sul platter (scratch).

Anni ’90
Negli anni novanta i DJ divennero gli idoli dei clubbers i quali presero a muoversi da una città all’altra o da un paese all’altro per seguire i loro DJ preferiti. Nacque, così, l’era dei Tiesto, Todd Terry, Sven Vath e in Italia Gigi D’Agostino, Coccoluto, Albertino, Molella , Fargetta , Prezioso, Ralf, Joe T. Vannelli e tanti altri.

Il mixaggio
Il Mix consiste nel miscelare brani in sequenza e senza brusche variazioni di tempo, creando un flusso sonoro continuo a favore della pista da ballo.

Strumenti di base
Gli strumenti di base del DJ sono due giradischi con controllo di velocità (pitch) ed un mixer. Oggi, con l’evoluzione della tecnologia, ai giradischi sono sono stati affiancati lettori cd-j con caratteristiche specifiche per questo utilizzo (pitch), i quali suppliscono ad un inferiore personalità del suono del CD rispetto a quello del vinile (infatti il CD essendo un supporto digitale comporta un inevitabile perdita di certe qualità dovute ai “disturbi” che si generano nella registrazione analogica su vinile, il che sommato ad altri fattori di natura tecnica conferiscono al secondo un suono forse meno fedele ma certamente più “caldo”) offrendo molte opportunità in più rispetto ai tradizionali giradischi, integrando funzioni talvolta utili e liberatorie per la creatività come l’emulazione dello scratch, oppure processamenti DSP del segnale come l’echo, flanger, delay, filter… o ancora il loop che permette di riprodurre all’infinito un determinato spezzone di traccia o un certo numero di cue points che danno la possibilità al DJ di saltare istantaneamente a dei punti predeterminati del brano in esecuzione… queste sono solo alcune delle funzioni che comunque sono in continua evoluzione.

Di recente il mixaggio sembra prendere la strada del PC, usando basi e pezzi mp3 miscelati da opportuni software (traktor DJ studio tra i più famosi).

Tecnica del mixaggio
La tecnica del mixaggio si basa fondamentalmente sull’allineamento delle battute al minuto (BPM) fra due brani diversi. Al fine di eseguire questa operazione, il DJ deve aumentare o diminuire la velocità del disco da miscelare (pitch). Il processo viene prima eseguito “mentalmente” ascoltando su un orecchio il brano in ingresso e sull’altro quello in uscita (da qui il caratteristico utilizzo della cuffia). Intanto per riuscire a riportare insieme “a tempo” i dischi quando la differenza di BPM (un piccolo scarto è difficilmente evitabile) si fa sentire, il DJ ricorre al bending ovvero all’azione di aumentare e diminuire la velocità spingendo o opponendo resistenza alla rotazione del disco (processo similare nei CDJ) per ottenere una variazione estemporanea del BPM. In fase di miscelazione grazie al mixer è poi possibile livellare i volumi e le frequenze per armonizzare acusticamente il mix e dare un ulteriore tocco di creatività. Elemento chiave di ogni mixer (virtuale o fisico che sia) è il cross-fader, utilizzato proprio nel momento del mixaggio: un cursore orizzontale che permette di passare il segnale da un canale all’altro in modo continuo, senza brusche interruzioni.

Mixer
Oggi sempre più mixer offrono nuove funzioni con multieffetti DSP, campionatori filtri o uscite di tipo MIDI che gli permettono di autosincronizzare con la musica alcune apparecchiature MIDI hardware e software come drum machines, campionatori o sequencers.

TurnTablism
Il turntablism viene collegato immediatamente all’attività di un DJ di tipo Hip hop: grazie a questa disciplina egli riesce a suonare il disco, cioè ad utilizzare un giradischi e un disco in vinile come strumenti; gli effetti sonori prodotti vengono definiti in gergo scratches.

Variazioni di manipolazioni
Una vera e propria “bibbia” sulle tecniche (in gergo “tricks” o “routines”) è nata nel tempo: sono innumerevoli tutte le manipolazioni possibili effettuabili sul disco, dai più conosciuti scratch (con le sue infinite varianti) ai backspin (far suonare al contrario il disco con la mano), passando per i beat juggling (o drumming – tecnica in cui si compongono al volo le batterie). Per queste tecniche, il DJ utilizza prevalentemente una coppia di giradischi, in quanto pratici per il controllo manuale della rotazione del disco.
Per queste pratiche sono richiesti strumenti molto più solidi e performanti di quelli necessari ad un DJ “classico” che suona in sequenza dei brani; l’usura e lo stress a cui è sottoposto un vinile infatti portano alla vera e propria distruzione dello stesso e della puntina. Molte case produttrici (Stanton, Shure, Ortofon, …) si sono specializzate nella realizzazione di tool adatti ai DJ turntablism, fornendo testine resistenti ai movimenti più estremi, panni che riducono la frizione tra disco e piatto e mixer con crossfader dedicati allo scratch.

Polemica e tecnologia
Con l’avvento delle nuove tecnologie iniziano a comparire i primi DJ che praticano il turntablism con i lettori cd-j, nonostante la cosa abbia creato moltissime polemiche tra i cultori del genere.

Selezione
La Selezione è la proposta musicale dei brani scelti dal DJ. Ciò che distingue i DJ e che ne rende alcuni famosi alla pari dei musicisti è la capacità di creare un’atmosfera con i suoi dischi in una serata. Un bravo DJ non è un juke-box che mette in sequenza i brani più in voga del momento, ma sa scegliere il brano giusto al momento giusto. Molto spesso però, al DJ si richiede anche di dover dare un certo “filo logico” alla sua selezione, mettendo in sequenza dischi simili in struttura ritmica/musicale, in tipo di genere, e/o in contenuto emotivo.

Tipi di Djs
Parecchie discussioni sono nate sul DJ “juke-box”, tanto che è possibile oggi delineare due tipologie principali di selezionatori: il DJ che suona brani commerciali, spesso richiesti dal pubblico stesso, al fine di soddisfare le esigenze degli ascoltatori e divertirli e il DJ “musicista” che colleziona dischi (in giro per negozi o internet) e li propone al pubblico come un lavoro completo, studiato, con un filo logico e spesso d’atmosfera.

Produzione
La Produzione è l’attività compositiva del DJ. Tramite l’utilizzo di strumenti come campionatore, sequencer, drum machine, computer, sintetizzatori e talvolta i giradischi stessi, il DJ crea musica nuova.

Remix
Oltre alla produzione di musica propria, il DJ può creare i remix: partendo da alcuni elementi di un brano, ne crea uno nuovo, cambiando l’arrangiamento e aggiungendo suoni. Generalmente il remix è prodotto per introdurre una canzone ad un nuovo pubblico, oppure per rendere tale disco appetibile al mercato discografico orientato al DJ e al pubblico della musica dance… molte pop-star ad esempio commissionano dei remix ai famosi DJ del campo house (come Dave Morales, masters at work, Armand Van Helden) che li licenziano attraverso le proprie label, specializzate per lo più in questo tipo di lavoro – è il caso ad esempio della def mix o la MAW rec.
Contesti lavorativi e generi musicali

I vari livelli dei dj
Club (o Discoteca)
Festival musicali
Rave
Dancehall
Radio
Live (in concerti, con musicisti, mcs, DJs)

I generi musicali di principale interesse
Dance
Techno
Trance
Hardstyle
Breakbeat
West London
Drum’n’Bass
West London
Dub
Funk
Hip hop
Nu-Jazz
Reggae
Afro
Hardcore
Progressive
House
Electro clash
Mash-up

Disc jockey celebri nel Mondo
Dave Mancuso (considerato il padre dei DJ)
Frankie Knuckles (indicato come l’inventore della house music)
Muosse T., noto dj e produttore tedesco di origine turca
Tony Humphries (ha portato la musica house nelle case della gente grazie al suo show radiofonico)
Larry Levan (proprietario del “paradise garage” uno dei locali che ha segnato la storia della musica da club)
Dj pierre (ha inventato per puro caso la “acid house”, cambiando il corso della musica elettronica)
Derrick May (uno dei padri della techno)
Carl Cox (il primo a introdurre il terzo piatto, nonché uno dei DJ piu amati, acculturati e carismatici della storia)
Masters At Work ovvero Little “Louie” Vega e Kenny “Dope” Gonzales (hanno rivoluzionato la house music contaminadola col jazz e i suoni latini, inoltre sono due tra i DJ piu ammirati e tra i migliori per volume di vendite)
David Morales (oltre ad essere ex-resident del leggendario studio 54, è autore di piu di 200 remix che gli hanno fruttato ben 2 grammy)
Satoshi Tomiie (scoperto dal duo def mix knuckles/morales, è considerato il miglior DJ asiatico, autore di pezzi rimasti come classici della house music)
Tiesto (riesce a trascinare le folle con i suoi mega-concerti in nord Europa)
Pete Tong (la sua essential selection su BBC radio 1 è tra i programmi radio più seguiti al mondo)
mo’schic (DJ di Haifa, Israele, ha portato la sua innovativa progressive in giro per il mondo, diventando uno dei DJ piu in vista del momento nel panorama underground)
Claudio Coccoluto (proveniente dall’afro, è uno dei DJ più carismatici e conosciuti in Italia)
Dj Ralf (altro famoso DJ italiano, tra quelli in servizio da più anni)
Alex Neri (Ex Kamasutra grazie al progetto Planet Funk ha conquistato l’Europa a suon di hit, ora resident al Tenax di Firenze oltre che autore di gigs in giro per l’Europa)
Mauro Picotto (il DJ techno italiano piu apprezzato al mondo, a detta degli appassionati e gli addetti ai lavori)
Marco Carola (tra i pionieri della cosiddetta “Naples techno” ovvero una scuola di DJ prettamente napoletana che si è fatta conoscere e apprezzare in tutta l’Europa)
Gigi D’Agostino (uno degli esponenti di spicco della Mediterranean Progressive, la sua ultima onda sonora, “lento, violento” è l’ennesima innovazione nel campo musicale, da più di 10 anni uno tra i migliori DJ italiani e europei del panorama “dance”).

Spero vi sia piaciuto questo lungo post 😳 Personalmente lo trovo interessantissimo. Ci ho messo un po’ a farlo, lo so…ma chi va piano va sano e va lontano 😉
Un ringraziamento speciale a Wikipedia

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14 commenti »

  1. no1globe said,

    Grande Vale come sempre la migliore in questo articolo hai dato il max di te; oltre ad essere interessante è fatto bene :mrgreen:

    Cmq scusa per il ritardo del commento 😉

    Byez

  2. pdptlp said,

    Figurati x il ritardo 🙂

  3. pdptlp said,

    Figurati x il ritardo 🙂
    Cmq ormai sei il mio unico fan, quindi ti perdono tutto :mrgreen:

    Ciao ciao

  4. giove said,

    secondo te la gente non sà chi è un DJ? ^__^

  5. pdptlp said,

    @ Giove—> Sempre meglio fare degli approfondimenti 😉

  6. […] Blog di certo non poteva mancare così lo riporto con qualche piccolissima modifica rispetto al suo post completo. Forse è troppo lungo e comprendo che non tutti riusciranno a leggerlo fino alla […]

  7. Alessandro said,

    Ciao Vale,
    mi chiamo Alessandro ho 25 anni e studio scienze della comunicazione all’università di Salerno.
    Ti lascio questo commento xkè ho letto questo articolo l’ho trovato interessante e completo e vorrei da te un aiuto o anche un semplice consiglio.
    Finalmente ho finito gli esami universitari e sto sto iniziando a lavorare sulla tesi; l’argomento è la musica elettronica più precisamente la storia del mixer; per esempio come esso, a partire dalla sua nascita, si è evoluto e come e in cosa la sua presenza ha influito nel corso degli anni.
    So che non è facile trovare testi che parlano di questo argomento quindi ho pensato di rivolgermi a chi, come te, ha più esperienza e conoscenze in questo campo.
    Conosci qualche autore che posso consultare o qualcuno che in qualche modo possa essermi utile?
    Spero tu possa aiutarmi.
    Aspetto una tua risposta…..ciao

    Alessandro

  8. pdptlp said,

    Ciao Ale. Voglio provare ad aiutarti. Non son un’esperta, ma spero di riuscire a esserti utile 😉 . Ciao 😀

  9. Andrea C. said,

    Perche non ci hai messo Paul Van Dyk…uno dei migliori dj trance al mondo? (per me il migliore!)

  10. dj LuX said,

    hai dimenticato qualcuno nella lista dei dj + quatati(il mio)…….
    questa è la mia biografia.
    ha incomiciato a suonare da bambino con una piccola consolle all’eta’ di 6 anni all’eta’ di 8 si fece comprare una consolle piu’ all’avanguardia e con il passare del tempo arrivo a una consolle professionale . dall’eta’ di 13 anni all’ eta’ di 17 suono’ nelle disco e cn il passare del tempo si fece conoscere come un dj molto talentuoso e incomincio a suonare in concerti finche non suono’ per l’ m2o al dibolika con il nome di paolo bolognesi

  11. tu sei? said,

    tu sei Paolo bolognesi?

  12. MORF said,

    dj morf ELECTROSET/FROM PORTICI(NA)

  13. Aryetti said,

    Gran bell’articolo, veram… ma stona una cs… hai parlato praticam sl d DJ del panorama house 😦

  14. Dj Blood said,

    Molto interessante dj Blood


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